Sito ufficiale della Chiesa Valdese - Unione delle chiese valdesi e metodiste - per informare sull'otto per mille del gettito IRPEF destinato alla Chiesa Valdese.
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Un otto per mille contro razzismo e pregiudizi.
Intervista alla Moderatora Bonafede alla vigilia del lancio della Campagna “Otto per mille ai valdesi 2010”

Tra qualche settimana  partiranno le diverse campagne per l’8 per mille. Che cosa proporrà la Chiesa valdese?
Proporremo un messaggio forte, in linea con quelli degli anni passati centrati sui temi della laicità, dei diritti, dell’urgenza degli interventi per i paesi poveri. Certamente riprenderemo alcuni temi della campagna di “comunicazione umana” che abbiamo sperimentato in alcune città italiane, affiggendo manifesti di grande impatto visivo. Uno di essi affermava “Ci chiamate negri, zingari, clandestini. Siamo della stessa razza: umana”. Nella campagna che inizierà tra qualche settimana intendiamo riprendere e rilanciare questo messaggio contro le discriminazioni, i razzismi ed i pregiudizi.

L’anno scorso per la laicità, quest’anno contro il razzismo. Come decidete, di anno in anno, il tema della campagna?
Ci  guardiamo intorno.. Lo scorso anno, anche in conseguenza del caso Englaro, erano particolarmente caldi i temi della bioetica e ci parve doveroso ribadire il principio della laicità: che non è indifferentismo o relativismo etico. Significa semplicemente riconoscere che una comunità di fede, per quanto ampia e rilevante qual è il cattolicesimo in Italia, non può dettare le leggi dello Stato che, soprattutto su temi sensibili,  devono essere il frutto e la sintesi di un ampio dibattito pubblico. Quest’anno invece l’accento cade sui temi dell’esclusione e del pregiudizio perché siamo preoccupati. Da una parte la nostra società è visibilmente sempre più multietnica e multi religiosa mentre, dall’altra l’immigrazione viene vista come una minaccia ed un problema. E questa concezione può alimentare comportamenti anche violentemente razzisti. Come per altro la cronaca ci dimostra.

Ma che cosa c’entra tutto questo con l’Otto per mille?
C’entra perché con l’Otto per mille finanziamo molti progetti che vanno nella direzione dell’inclusione e dell’integrazione, per la promozione dei diritti  degli immigrati. Con un occhio all’Italia ed un altro ai paesi di provenienza, soprattutto quelli africani: molti nostri progetti si realizzano proprio in Africa e anche quest’anno intendiamo dare un particolare rilievo al nostro impegno per la crescita economica e culturale di questo grande continente. E’ una minuscola goccia in un oceano ma con poche migliaia di euro possiamo sostenere la costruzione di pozzi che cambiano la vita a milioni di persone. Una goccia preziosa tanto per i nostri partner africani che per noi.

E’ il linguaggio di un’associazione di volontariato o di una onlus…
Non ci vedrei nulla di male ma non è così: siamo una chiesa cristiana ed agiamo per vocazione. Il nostro impegno per lo straniero, l’orfano e la vedova – come si legge nella Bibbia - cresce alle radici della nostra fede e si alimenta della Parola di Dio. Pensando alla campagna di comunicazione umana in cui abbiamo parlato di “negri, zingari clandestini” o, in un altro manifesto, di “ schiave, prostitute, trans” mi viene in  mente la parola del salmista sulle “pietre scartate”, quella che l’uomo giudica inutili e che disprezza e che invece nell’opera del Signore possono diventare una “pietra angolare”. 

Grazie ad una modifica dell’Intesa, in futuro le chiese valdesi e metodiste  parteciperanno  alla ripartizione delle quote dell’otto per mille non esplicitamente destinate dal contribuente.  Insomma entrerete in un meccanismo dal quale in passato vi eravate tenuti fuori.
Sì, e lo abbiamo fatto dopo un attento esame della situazione e un impegnativo confronto nel Sinodo, che nell’ordinamento delle nostre chiese è il massimo organo decisionale. E’ stata una decisione meditata e responsabile. Il  meccanismo di ripartizione automatica delle quote non espresse non è lineare perché assegna ai vari destinatari – Chiesa cattolica, stato, altre confessioni -  fondi non esplicitamente destinati dal contribuente: per questo in passato avevamo deciso di “passare” la nostra quota allo Stato.
Negli anni, però, abbiamo visto che lo Stato non ha fatto un uso ragionato e strategico di questi fondi: da una parte non ha mai promosso l’opzione a suo favore, dall’altra ha finito per utilizzare i fondi senza una precisa strategia e, talvolta, per fini che non potevamo condividere quali, ad esempio, il finanziamento delle missioni militari in Iraq.
Il Sinodo ha quindi ritenuto che la decisione “per lo Stato” non fosse migliore e più difendibile di quella di accettare anche i fondi non destinati, ovviamente impegnandoci a farne un uso altrettanto attento e trasparente di quelli ricevuti nel corso degli anni.
Ricordo infine quello che molti italiani hanno capito ed apprezzato da tempo: non un euro dei fondi che ci giungono dall’Otto per mille va a finalità di culto, di evangelizzazione, per la costruzione di chiese o gli stipendi pastorali. Il nostro Otto per mille va interamente a finanziare progetti sociali, culturali ed assistenziali in Italia ed all’estero, oggi nella percentuale rispettivamente del 70 e del 30%: quando riceveremo anche i fondi non destinati, la percentuale cambierà in 50% in Italia e 50% all’estero.

Probabilmente, quindi, tra tre anni disporrete  di un fondo Otto per mille più che raddoppiato rispetto a quello attuale che comunque ammonta a circa otto  milioni di euro. Ce la farete a gestire una cifra così rilevante?
Abbiamo un collaudato sistema di  selezione, valutazione e monitoraggio dei progetti, sia in Italia che all’estero dove ci avvaliamo del partenariato di importanti organizzazione ecumeniche con una lunga esperienza di lavoro sul campo. Ricordo che i progetti sono valutati da una Commissione tecnica che ogni anno elabora una proposta di ripartizione che il Sinodo approva e che poi ognuno può leggere sul nostro sito www.ottopermillevaldese.org. Efficienza e trasparenza nella gestione dei fondi sono state le chiavi del crescente successo delle nostre campagne: lo scorso anno sono stati oltre 310.000, oltre dieci volte la consistenza della nostra Chiesa: e si tratta di un dato in crescita ormai da diversi anni. E’ un fatto rilevante che testimonia l’ampia fiducia nei confronti della nostra Chiesa. Per noi è ragione di  un ulteriore impegno a garantire il migliore utilizzo di questo fondi.

Quanto destinerete alla campagna e come la lancerete?
Come sempre il bilancio della campagna ammonta al 5% del fondo ricevuto. Quanto al lancio avverrà l’11 maggio, presso la Camera del lavoro di Milano, con un happening di musica, dati e testimonianze con il quale vogliamo ringraziare chi ha destinato l’otto per mille all’Unione delle chiese valdesi e metodiste e vogliamo anche rendere conto di quello che abbiamo fatto. Insomma sarà una serata di informazione ma anche di gioia e di riconoscenza.

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